Il commercio

QUADERNO p. 193 Una nave oneraria romana entra in porto. A differenza delle navi da guerra, quelle da carico andavano quasi sempre a vela: usavano i remi solo in caso di particolari manovre. La borsa rotonda usata dagli addetti all erario. Gli addetti all erario si occupavano di riscuotere le tasse per lo Stato. Il commercio Tra il I e il II secolo d.C., grazie all organizzazione delle province voluta da Augusto, l Impero conobbe un periodo di pace e tutte le attività economiche ebbero un grande sviluppo. Le province erano collegate tra loro da un efficiente rete di strade e porti e ciò favoriva la circolazione delle merci. Le merci viaggiavano su carri trainati da buoi o su navi onerarie, capaci di trasportare grossi carichi. Roma, con un milione di abitanti, era il centro dei traffici commerciali: dal Nord Africa e dall Egitto vi giungevano cereali, dalla Spagna metalli, dalla Gallia lana e ceramiche, dalla Grecia vino e marmo, dalla Fenicia papiro, legname e porpora. I traffici si spingevano fino alle coste del Baltico, in Arabia, in India e in Cina per importare merci preziose: incenso, profumi, perle, spezie, seta, carni e pesci rari, frutta esotica. Ostia, che si trovava a circa 30 chilometri da Roma, era il porto della capitale. Da Ostia il trasporto avveniva risalendo il Tevere con apposite barche fluviali. A sua volta, gli artigiani della penisola italiana fornivano alle province prodotti di lusso, che rispecchiavano le abitudini romane, come ceramiche, tessuti, oggetti di vetro e di metallo, famosi in tutto il Mediterraneo. I commerci tra le province erano favoriti dalla moneta comune: per gli scambi commerciali i Romani usavano l asse, una moneta di bronzo, e il denario, che era in argento. CAPISCO E STUDIO U USO UNO SCHEMA PER ESPORRE Esponi le informazioni principali del testo usando come traccia questo schema: merci strade e porti commerci mezzi di trasporto 82 moneta
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