La crisi dell’Impero

Storia La civiltà Romana Roma cristiana e la crisi dell'Impero La crisi dell'Impero Dalla fine del II secolo d.C., l’Impero cominciò a indebolirsi. Roma faceva fatica a mantenere il controllo dei suoi territori: i confini erano esposti agli attacchi di popoli che vivevano fuori dei domini imperiali; in diverse province scoppiarono rivolte. Per difendere i confini, i Romani costruirono fortificazioni lungo le frontiere più a rischio. Ingrandirono l’esercito: i militari non erano più solo cittadini romani, ma anche mercenari, cioè stranieri che combattevano in cambio di soldi. Le legioni spesso si scontravano tra di loro, e a causa di questi conflitti le campagne subivano continue devastazioni. Le spese per l’esercito e per la difesa dei confini crescevano e gli imperatori avevano sempre più bisogno di denaro. In passato le conquiste territoriali avevano fornito grandi ricchezze. Ora gli imperatori, per procurarsi il denaro, dovettero aumentare le tasse. L’aumento delle tasse e le distruzioni provocate da alcuni conflitti costrinsero molti piccoli proprietari terrieri a vendere le loro proprietà e il latifondo riprese a espandersi. La crisi economica colpì i lavoratori sia delle campagne sia delle città. Contadini, commercianti e artigiani ridotti alla miseria cercarono lavoro presso i grandi proprietari terrieri e finirono in una condizione simile a quella degli schiavi. Infatti, oltre a lavorare duramente, dovevano pagare al padrone un affitto o dargli una grossa parte del raccolto; in più, per legge non potevano cambiare lavoro né lasciare la terra. Inoltre gli schiavi scarseggiavano perché non c’erano più prigionieri di guerra: molti campi non furono più coltivati e i raccolti diminuirono; i prezzi aumentarono e ci furono carestie. Anche gli scambi commerciali calarono, perché gli spostamenti su strade e mari non erano più sicuri. Il Vallo di Adriano. È un muro difensivo fatto costruire dall’imperatore Adriano nel II secolo d.C. per difendere la Britannia dagli attacchi dei popoli che vivevano a Nord. Scena di caccia. Questo mosaico proviene dalla Villa del Casale di Piazza Armerina in Sicilia e rappresenta una scena di caccia. In seguito alla crisi economica che colpì l’Impero molti ricchi proprietari terrieri si rifugiarono nelle ville in campagna.

Storia

La civiltà Romana  Roma cristiana e la crisi dell'Impero

La crisi dell'Impero

Dalla fine del II secolo d.C., l’Impero cominciò a indebolirsi. Roma faceva fatica a mantenere il controllo dei suoi territori: i confini erano esposti agli attacchi di popoli che vivevano fuori dei domini imperiali; in diverse province scoppiarono rivolte.

Per difendere i confini, i Romani costruirono fortificazioni lungo le frontiere più a rischio. Ingrandirono l’esercito: i militari non erano più solo cittadini romani, ma anche mercenari, cioè stranieri che combattevano in cambio di soldi. Le legioni spesso si scontravano tra di loro, e a causa di questi conflitti le campagne subivano continue devastazioni.

Le spese per l’esercito e per la difesa dei confini crescevano e gli imperatori avevano sempre più bisogno di denaro. In passato le conquiste territoriali avevano fornito grandi ricchezze. Ora gli imperatori, per procurarsi il denaro, dovettero aumentare le tasse.

L’aumento delle tasse e le distruzioni provocate da alcuni conflitti costrinsero molti piccoli proprietari terrieri a vendere le loro proprietà e il latifondo riprese a espandersi. La crisi economica colpì i lavoratori sia delle campagne sia delle città. Contadini, commercianti e artigiani ridotti alla miseria cercarono lavoro presso i grandi proprietari terrieri e finirono in una condizione simile a quella degli schiavi. Infatti, oltre a lavorare duramente, dovevano pagare al padrone un affitto o dargli una grossa parte del raccolto; in più, per legge non potevano cambiare lavoro né lasciare la terra.

Inoltre gli schiavi scarseggiavano perché non c’erano più prigionieri di guerra: molti campi non furono più coltivati e i raccolti diminuirono; i prezzi aumentarono e ci furono carestie. Anche gli scambi commerciali calarono, perché gli spostamenti su strade e mari non erano più sicuri.