L’Impero e la Chiesa

Storia La civiltà Romana Roma cristiana e la crisi dell'Impero L'Impero e la Chiesa Nonostante le persecuzioni, il Cristianesimo si diffuse in tutte le province e tra tutte le classi sociali. L’imperatore Costantino, nel 313 d.C., emanò una legge, l’editto di Milano , che concesse ai cittadini il diritto di professare liberamente qualsiasi religione volessero, compreso il Cristianesimo. Nel 380 d.C., con l’editto di Tessalonica, l’imperatore Teodosio dichiarò il Cristianesimo unica religione dell’Impero ma i non cristiani erano ancora la maggioranza. Per questo pochi anni dopo, per rafforzare la diffusione del Cristianesimo, Teodosio decretò che tutte le altre religioni fossero perseguitate. I cristiani, in questo periodo, costruirono nelle città grandi chiese, trasformarono per i loro culti le antiche basiliche romane e i templi pagani. I cristiani uccisi nelle persecuzioni furono venerati come martiri e santi e molte chiese furono loro dedicate. Lontano dalle città, invece, costruirono dei luoghi dove vivevano insieme uomini che volevano dedicare la loro vita alla preghiera. I fedeli iniziarono i pellegrinaggi nei luoghi dove era vissuto Cristo. La Chiesa era diventata un’organizzazione molto attiva nelle città. I vescovi amministravano le grandi ricchezze ereditate dai fedeli e le distribuivano ai poveri, aiutavano le vedove, organizzavano scuole per i giovani. Poco alla volta i vescovi si sostituirono ai funzionari dell’Impero e divennero i veri capi religiosi e politici delle città. Non dovevano pagare le tasse, e lo Stato forniva loro denaro per le attività di carità. Scultura che rappresenta la testa dell’imperatore Costantino. Cittadinanza e Costituzione La libertà religiosa L’articolo 8 della Costituzione italiana tutela tutte le religioni. In Italia infatti tutti possono professare liberamente il proprio credo religioso, purché non contrasti con le leggi dello Stato italiano. Articolo 8 della costituzione Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano…

Storia

La civiltà Romana  Roma cristiana e la crisi dell'Impero

L'Impero e la Chiesa

Nonostante le persecuzioni, il Cristianesimo si diffuse in tutte le province e tra tutte le classi sociali.

L’imperatore Costantino, nel 313 d.C., emanò una legge, l’editto di Milano , che concesse ai cittadini il diritto di professare liberamente qualsiasi religione volessero, compreso il Cristianesimo.

Nel 380 d.C., con l’editto di Tessalonica, l’imperatore Teodosio dichiarò il Cristianesimo unica religione dell’Impero ma i non cristiani erano ancora la maggioranza. Per questo pochi anni dopo, per rafforzare la diffusione del Cristianesimo, Teodosio decretò che tutte le altre religioni fossero perseguitate.

I cristiani, in questo periodo, costruirono nelle città grandi chiese, trasformarono per i loro culti le antiche basiliche romane e i templi pagani. I cristiani uccisi nelle persecuzioni furono venerati come martiri e santi e molte chiese furono loro dedicate. Lontano dalle città, invece, costruirono dei luoghi dove vivevano insieme uomini che volevano dedicare la loro vita alla preghiera. I fedeli iniziarono i pellegrinaggi nei luoghi dove era vissuto Cristo.

La Chiesa era diventata un’organizzazione molto attiva nelle città. I vescovi amministravano le grandi ricchezze ereditate dai fedeli e le distribuivano ai poveri, aiutavano le vedove, organizzavano scuole per i giovani. Poco alla volta i vescovi si sostituirono ai funzionari dell’Impero e divennero i veri capi religiosi e politici delle città. Non dovevano pagare le tasse, e lo Stato forniva loro denaro per le attività di carità.

Cittadinanza e Costituzione

La libertà religiosa

L’articolo 8 della Costituzione italiana tutela tutte le religioni. In Italia infatti tutti possono professare liberamente il proprio credo religioso, purché non contrasti con le leggi dello Stato italiano.