La nascita del Cristianesimo

Storia roma cristiana e la crisi dell'impero La nascita del Cristianesimo Nel I secolo d.C. l’Impero romano si estendeva nell’Europa settentrionale e centrale e in tutto il Mediterraneo. I popoli che facevano parte dell’Impero romano erano politeisti. Solo il popolo ebraico adorava un unico Dio e seguiva gli insegnamenti di Mosè e dei profeti, le cui storie erano scritte nel libro considerato sacro: la Bibbia. Gli Ebrei attendevano un Messia, un uomo inviato da Dio, che avrebbe liberato il popolo da ogni oppressione e dalle ingiustizie. Tra gli Ebrei nacque e crebbe Gesù Cristo: sosteneva di essere il Messia, figlio di Dio, venuto non a cancellare l’antica legge ebraica, ma a completarla con nuovi insegnamenti. Gesù Cristo predicava che gli umili e gli oppressi avrebbero ottenuto giustizia e salvezza nel regno dei cieli. Cristo convinse con la sua predicazione alcuni Ebrei e 12 divennero suoi discepoli e apostoli. Dopo la morte di Gesù, gli apostoli cominciarono a diffondere i suoi insegnamenti in tutte le terre dell’Impero. Molti furono quelli che si convertirono: tra essi Paolo di Tarso, dapprima nemico e persecutore dei cristiani, che predicò nelle principali città del Medio Oriente, in Grecia e a Roma. Alla fine del I secolo, i cristiani erano diventati alcune migliaia ed erano riuniti in piccole comunità soprattutto nelle grandi città sulle coste del Mediterraneo. La nuova religione, chiamata “cristiana”, si diffuse grazie ai collegamenti assicurati dalla navigazione e dalle principali e numerose strade di comunicazione che attraversavano l’Impero. Parole per capire apostolo: parola di origine greca, che significa “inviato”; indica i dodici uomini più vicini a Gesù durante la sua vita. Spazio e tempo Nell’arco di 300 anni l’Impero romano divenne cristiano. Il Cristianesimo, prima perseguitato, divenne l’unica religione dell’Impero. A partire dalla fine del II secolo l’Impero entrò in una profonda crisi che portò alla sua divisione e alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente nel 476 d.C. Dove

Storia

roma cristiana e la crisi dell'impero

La nascita del Cristianesimo

Nel I secolo d.C. l’Impero romano si estendeva nell’Europa settentrionale e centrale e in tutto il Mediterraneo. I popoli che facevano parte dell’Impero romano erano politeisti. Solo il popolo ebraico adorava un unico Dio e seguiva gli insegnamenti di Mosè e dei profeti, le cui storie erano scritte nel libro considerato sacro: la Bibbia. Gli Ebrei attendevano un Messia, un uomo inviato da Dio, che avrebbe liberato il popolo da ogni oppressione e dalle ingiustizie. Tra gli Ebrei nacque e crebbe Gesù Cristo: sosteneva di essere il Messia, figlio di Dio, venuto non a cancellare l’antica legge ebraica, ma a completarla con nuovi insegnamenti. Gesù Cristo predicava che gli umili e gli oppressi avrebbero ottenuto giustizia e salvezza nel regno dei cieli.

Cristo convinse con la sua predicazione alcuni Ebrei e 12 divennero suoi discepoli e apostoli. Dopo la morte di Gesù, gli apostoli cominciarono a diffondere i suoi insegnamenti in tutte le terre dell’Impero. Molti furono quelli che si convertirono: tra essi Paolo di Tarso, dapprima nemico e persecutore dei cristiani, che predicò nelle principali città del Medio Oriente, in Grecia e a Roma.

Alla fine del I secolo, i cristiani erano diventati alcune migliaia ed erano riuniti in piccole comunità soprattutto nelle grandi città sulle coste del Mediterraneo. La nuova religione, chiamata “cristiana”, si diffuse grazie ai collegamenti assicurati dalla navigazione e dalle principali e numerose strade di comunicazione che attraversavano l’Impero.

Spazio e tempo

Nell’arco di 300 anni l’Impero romano divenne cristiano. Il Cristianesimo, prima perseguitato, divenne l’unica religione dell’Impero.

A partire dalla fine del II secolo l’Impero entrò in una profonda crisi che portò alla sua divisione e alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente nel 476 d.C.