Roma verso la crisi

Storia La civiltà Romana Dalle origini alla crisi della Repubblica Roma verso la crisi La vittoria su Cartagine e la conquista di Spagna, Macedonia e Grecia avevano reso Roma la città più potente del Mediterraneo e avevano portato dei grossi cambiamenti nella società. Erano aumentate le differenze tra ricchi e poveri: mentre i patrizi e i generali dell’esercito si arricchivano grazie ai bottini di guerra, i contadini diventavano sempre più poveri. Quando erano impegnati a combattere, i contadini lasciavano i loro campi per lunghi periodi di tempo; al ritorno trovavano i terreni abbandonati, moglie e figli si erano indebitati per sopravvivere e loro stessi avevano contratto debiti per pagare le tasse e le armi. Così, per pagare i debiti e non diventare schiavi, erano costretti a vendere le loro terre. A comprare erano i patrizi, che in questo modo diventavano proprietari di latifondi, cioè di enormi estensioni di terreno. I patrizi inoltre compravano i prigionieri di guerra e li utilizzavano come schiavi nel lavoro dei campi, perché costavano meno dei contadini. Lo sviluppo del latifondo spinse molti contadini a lasciare le campagne e ad andare a cercare lavoro in città. Anche in città, però, la maggior parte delle attività erano svolte dagli schiavi. Roma si trasformò in una città affollata di poveri. Parole per capire bottino di guerra: le ricchezze ottenute dal saccheggio delle città nemiche sconfitte. Capisco e studio uso le domande guida Cerca nel testo le informazioni per rispondere alle domande. Poi usa le risposte per esporre. Perché dopo le guerre i contadini furono costretti a vendere le loro terre? Chi erano i latifondisti? Chi lavorava le loro terre? Perché? L’alimentazione Per i Romani i cereali, tra cui il frumento, erano l’alimento principale: li utilizzavano per preparare zuppe, farinate, focacce dolci e salate, e naturalmente per fare il pane. Il pane dei ricchi era bianco; i poveri mangiavano pane nero, fatto con farina non setacciata; i poverissimi il pane fatto di sola crusca, il residuo della macinazione del grano. L’alimentazione dei poveri era composta principalmente da focacce, polenta e zuppe di legumi; la carne si mangiava in poche occasioni. Molto comune era il consumo di olive, uova, cipolle, formaggio e latte; i cibi erano conditi con olio d’oliva e salse come il “garum”, che si otteneva dal pesce. I cibi raffinati, come molluschi, funghi, cacciagione e frutti esotici, erano destinati solo ai più ricchi. Una scena di una taverna romana. Il vino, come in Grecia, veniva allungato con l’acqua. A destra, una forma di pane.
Storia La civiltà Romana  Dalle origini alla crisi della Repubblica Roma verso la crisi La vittoria su Cartagine e la conquista di Spagna, Macedonia e Grecia avevano reso Roma la città più potente del Mediterraneo e avevano portato dei grossi cambiamenti nella società. Erano aumentate le differenze tra ricchi e poveri: mentre i patrizi e i generali dell’esercito si arricchivano grazie ai bottini di guerra, i contadini diventavano sempre più poveri. Quando erano impegnati a combattere, i contadini lasciavano i loro campi per lunghi periodi di tempo; al ritorno trovavano i terreni abbandonati, moglie e figli si erano indebitati per sopravvivere e loro stessi avevano contratto debiti per pagare le tasse e le armi. Così, per pagare i debiti e non diventare schiavi, erano costretti a vendere le loro terre. A comprare erano i patrizi, che in questo modo diventavano proprietari di latifondi, cioè di enormi estensioni di terreno. I patrizi inoltre compravano i prigionieri di guerra e li utilizzavano come schiavi nel lavoro dei campi, perché costavano meno dei contadini. Lo sviluppo del latifondo spinse molti contadini a lasciare le campagne e ad andare a cercare lavoro in città. Anche in città, però, la maggior parte delle attività erano svolte dagli schiavi. Roma si trasformò in una città affollata di poveri. Parole per capire bottino di guerra: le ricchezze ottenute dal saccheggio delle città nemiche sconfitte. Capisco e studio uso le domande guida Cerca nel testo le informazioni per rispondere alle domande. Poi usa le risposte per esporre.  Perché dopo le guerre i contadini furono costretti a vendere le loro terre?  Chi erano i latifondisti?  Chi lavorava le loro terre? Perché? L’alimentazione Per i Romani i cereali, tra cui il frumento, erano l’alimento principale: li utilizzavano per preparare zuppe, farinate, focacce dolci e salate, e naturalmente per fare il pane. Il pane dei ricchi era bianco; i poveri mangiavano pane nero, fatto con farina non setacciata; i poverissimi il pane fatto di sola crusca, il residuo della macinazione del grano. L’alimentazione dei poveri era composta principalmente da focacce, polenta e zuppe di legumi; la carne si mangiava in poche occasioni. Molto comune era il consumo di olive, uova, cipolle, formaggio e latte; i cibi erano conditi con olio d’oliva e salse come il “garum”, che si otteneva dal pesce. I cibi raffinati, come molluschi, funghi, cacciagione e frutti esotici, erano destinati solo ai più ricchi. Una scena di una taverna romana. Il vino, come in Grecia, veniva allungato con l’acqua. A destra, una forma di pane.