La religione

Storia La civiltà Romana Dalle origini alla crisi della Repubblica La religione I Romani erano politeisti e veneravano le divinità domestiche e le divinità pubbliche. Le divinità domestiche erano gli spiriti degli antenati (Mani) e gli spiriti protettori della famiglia (Lari) e della dispensa (Penati) e venivano onorate in casa con riti celebrati dal “pater familias”, cioè dal capofamiglia. Le divinità pubbliche più antiche erano legate ai lavori agricoli e alla natura. Quando i Romani, durante le loro conquiste, vennero a contatto con la civiltà etrusca e con quella greca cominciarono ad adorare anche i loro dei. Le divinità protettrici di Roma erano Giove, re degli dei come il greco Zeus, Giunone, corrispondente alla greca Era, e Minerva, dea della guerra come l’etrusca Menrva e la greca Atena. Queste tre divinità formavano la “triade capitolina”, chiamata così perché a loro era dedicato un tempio sul Campidoglio, per garantire la protezione degli dei alla comunità. I Romani ripresero dagli Etruschi il culto dei morti. Sempre dagli Etruschi i Romani ereditarono la pratica delle arti divinatorie. Nessun atto pubblico importante, per esempio l’inizio di una guerra o l’elezione di un magistrato, avveniva senza avere prima consultato la volontà degli dei. Sapevi che… A Roma i riti funebri erano celebrati con molto sfarzo. Alle cerimonie prendevano parte, oltre ai familiari, anche suonatori, portatori di fiaccole, donne pagate per piangere, attori che recitavano scene di vita del defunto. I parenti indossavano delle maschere che rappresentavano i volti degli antenati della famiglia. Giove, il dio che governava il tempo atmosferico. La famiglia Nell’antica Roma la famiglia era molto diversa dalla nostra: comprendeva l’uomo più anziano, chiamato “pater familias”, sua moglie, tutti i figli, le loro mogli, i nipoti e gli schiavi. Il pater familias era il capofamiglia e aveva il potere assoluto su tutti i componenti della famiglia. Le donne erano sottomesse all’autorità del padre e dopo il matrimonio a quella del marito. Era il padre a scegliere il marito delle figlie, quando erano giovanissime. Quando entravano nella casa dello sposo le donne portavano gli attrezzi per la filatura. Tessere, crescere e educare i figli nei primi anni di vita erano le uniche attività considerate adatte a una donna. La donna romana aveva comunque maggiori diritti della donna greca: poteva acquistare beni e uscire liberamente per fare acquisti ed ereditava una parte del patrimonio familiare. Il tempietto dei Lari a cui ogni giorno il capofamiglia offriva cibo o fiori. quaderno pp. 20-21

Storia

La civiltà Romana  Dalle origini alla crisi della Repubblica

La religione

I Romani erano politeisti e veneravano le divinità domestiche e le divinità pubbliche.

Le divinità domestiche erano gli spiriti degli antenati (Mani) e gli spiriti protettori della famiglia (Lari) e della dispensa (Penati) e venivano onorate in casa con riti celebrati dal “pater familias”, cioè dal capofamiglia.

Le divinità pubbliche più antiche erano legate ai lavori agricoli e alla natura. Quando i Romani, durante le loro conquiste, vennero a contatto con la civiltà etrusca e con quella greca cominciarono ad adorare anche i loro dei.

Le divinità protettrici di Roma erano Giove, re degli dei come il greco Zeus, Giunone, corrispondente alla greca Era, e Minerva, dea della guerra come l’etrusca Menrva e la greca Atena. Queste tre divinità formavano la “triade capitolina”, chiamata così perché a loro era dedicato un tempio sul Campidoglio, per garantire la protezione degli dei alla comunità.

I Romani ripresero dagli Etruschi il culto dei morti. Sempre dagli Etruschi i Romani ereditarono la pratica delle arti divinatorie. Nessun atto pubblico importante, per esempio l’inizio di una guerra o l’elezione di un magistrato, avveniva senza avere prima consultato la volontà degli dei.

La famiglia

Nell’antica Roma la famiglia era molto diversa dalla nostra: comprendeva l’uomo più anziano, chiamato “pater familias”, sua moglie, tutti i figli, le loro mogli, i nipoti e gli schiavi. Il pater familias era il capofamiglia e aveva il potere assoluto su tutti i componenti della famiglia.

Le donne erano sottomesse all’autorità del padre e dopo il matrimonio a quella del marito. Era il padre a scegliere il marito delle figlie, quando erano giovanissime. Quando entravano nella casa dello sposo le donne portavano gli attrezzi per la filatura. Tessere, crescere e educare i figli nei primi anni di vita erano le uniche attività considerate adatte a una donna. La donna romana aveva comunque maggiori diritti della donna greca: poteva acquistare beni e uscire liberamente per fare acquisti ed ereditava una parte del patrimonio familiare.

  •  quaderno pp. 20-21