Roma conquista l’Italia

Storia La civiltà Romana Dalle origini alla crisi della Repubblica Roma conquista l'Italia Durante l’età repubblicana, i Romani conquistarono gran parte dell’Italia: tra il V e il IV secolo a.C. si impossessarono dei territori di Sabini, Umbri, Volsci ed Etruschi. L’espansione dei Romani fu però arrestata dai Celti, che abitavano a nord dei territori controllati da Roma e che i Romani chiamavano Galli. I Galli, intorno al 390 a.C., si spinsero a sud e arrivarono fino a Roma; si ritirarono solo in cambio di un grosso riscatto in oro. Bloccati a nord dai temibili vicini, i Romani si volsero a sud e affrontarono i Sanniti, un popolo che viveva sugli Appennini nell’Italia meridionale e contro i quali i Romani uscirono vincitori. Si volsero poi contro le città della Magna Grecia. Preoccupata dell’avanzata dei Romani, la più importante città della Magna Grecia, Taranto , chiese aiuto a Pirro, il re dell’Epiro, un territorio situato tra l’attuale Grecia e l’Albania. Pirro giunse in Italia con un forte esercito e con 20 elefanti. I Romani, che non avevano mai visto quegli enormi animali, in un primo momento fuggirono per la paura. Pirro vinse i primi scontri, ma i Romani lo affrontarono di nuovo; nel 275 a.C., a Benevento, lo sconfissero definitivamente. Il territorio della Repubblica romana nel 275 a.C. Capisco e studio Comprendo il testo Nel testo è scritto che i Romani erano “bloccati a nord dai temibili vicini”. Chi erano i “temibili vicini”? I Galli. I Sanniti. I popoli italici. La centuriazione Quando Roma conquistava nuove terre, esse diventavano agro pubblico, cioè terre pubbliche, di proprietà dello Stato. Le terre venivano divise in piccole proprietà e assegnate ai coloni, che erano cittadini o soldati alla fine della carriera. I Romani spartivano l’agro pubblico con il metodo della centuriazione. La terra veniva divisa in forme regolari (quadrati o rettangoli) chiamate centurie. Ogni centuria aveva una superficie di circa 50 ettari, cioè 500 000 metri quadrati. La divisione delle terre coltivabili con il metodo della centuriazione è ancora visibile nelle campagne della Pianura Padana.
Storia La civiltà Romana  Dalle origini alla crisi della Repubblica Roma conquista l'Italia Durante l’età repubblicana, i Romani conquistarono gran parte dell’Italia: tra il V e il IV secolo a.C. si impossessarono dei territori di Sabini, Umbri, Volsci ed Etruschi. L’espansione dei Romani fu però arrestata dai Celti, che abitavano a nord dei territori controllati da Roma e che i Romani chiamavano Galli. I Galli, intorno al 390 a.C., si spinsero a sud e arrivarono fino a Roma; si ritirarono solo in cambio di un grosso riscatto in oro. Bloccati a nord dai temibili vicini, i Romani si volsero a sud e affrontarono i Sanniti, un popolo che viveva sugli Appennini nell’Italia meridionale e contro i quali i Romani uscirono vincitori. Si volsero poi contro le città della Magna Grecia. Preoccupata dell’avanzata dei Romani, la più importante città della Magna Grecia, Taranto , chiese aiuto a Pirro, il re dell’Epiro, un territorio situato tra l’attuale Grecia e l’Albania. Pirro giunse in Italia con un forte esercito e con 20 elefanti. I Romani, che non avevano mai visto quegli enormi animali, in un primo momento fuggirono per la paura. Pirro vinse i primi scontri, ma i Romani lo affrontarono di nuovo; nel 275 a.C., a Benevento, lo sconfissero definitivamente. Il territorio della Repubblica romana nel 275 a.C. Capisco e studio Comprendo il testo Nel testo è scritto che i Romani erano “bloccati a nord dai temibili vicini”. Chi erano i “temibili vicini”?    I Galli.        I Sanniti.        I popoli italici. La centuriazione Quando Roma conquistava nuove terre, esse diventavano agro pubblico, cioè terre pubbliche, di proprietà dello Stato. Le terre venivano divise in piccole proprietà e assegnate ai coloni, che erano cittadini o soldati alla fine della carriera. I Romani spartivano l’agro pubblico con il metodo della centuriazione. La terra veniva divisa in forme regolari (quadrati o rettangoli) chiamate centurie. Ogni centuria aveva una superficie di circa 50 ettari, cioè 500 000 metri quadrati. La divisione delle terre coltivabili con il metodo della centuriazione è ancora visibile nelle campagne della Pianura Padana.