I Celti

Storia Le antiche civiltà italiche Gli Italici I Celti I Celti erano un popolo che proveniva dall’Asia. Tra il VI e il V secolo a.C. si diffusero in molte zone dell’Europa (Spagna, Francia, Gran Bretagna e Germania) e raggiunsero anche l’Italia: si stanziarono a nord, in particolare nell’odierna Pianura Padana . I Celti vivevano in villaggi fortificati, circondati da mura in pietra. Coltivavano la terra e praticavano l’allevamento, ma erano anche fabbri abili nella lavorazione dei metalli. Commerciavano con Greci e Fenici, a cui vendevano i propri manufatti in cambio di vino e di altri prodotti. I Celti erano divisi in tribù, ognuna con il suo re: infatti i Celti non si unirono mai in un unico Stato e spesso le varie tribù erano in guerra fra loro. Si scontrarono spesso con i Romani, che li chiamavano Galli e li sottomisero definitivamente nel III secolo a.C. Sopra elmo in ferro. Sotto, disco decorativo in argento. I Celti erano politeisti e adoravano divinità legate alla natura; dedicavano culti speciali ad alcune piante, come la quercia e il vischio. I loro sacerdoti, chiamati druidi, erano anche giudici, insegnanti e consiglieri dei re. Druidi e druidesse erano le persone più importanti della società, insieme agli indovini, chiamati vati, e ai bardi, poeti che sapevano a memoria tutte le tradizioni e i miti del popolo e le raccontavano in versi. I Celti credevano nella vita dopo la morte. Questo, secondo gli scrittori antichi, spiegava il loro straordinario coraggio in guerra: i guerrieri celti non temevano la morte, perché credevano nella reincarnazione, cioè nel passaggio dell’anima a un altro essere vivente dopo la morte. Collana in argento proveniente da una necropoli nei pressi di Brescia. Scopro la storia Leggo la fonte Diodoro Siculo, uno scrittore romano, ha descritto così i Celti. Leggi la sua descrizione, poi rielabora le informazioni facendo un disegno sul quaderno. DIODORO SICULO “I Galli sono di taglia grande, la loro carne è molle e bianca; i capelli sono biondi. Alcuni si radono la barba, altri la lasciano crescere; i nobili conservano nude le guance ma portano dei baffi lunghi e pendenti al punto che coprono loro la bocca. Perciò quando mangiano, i baffi si riempiono di cibo, quando bevono, la bevanda passa come attraverso un filtro. Si vestono con abiti stravaganti, delle tuniche colorate dove si manifestano tutti i colori, e dei pantaloni che chiamano braghe. Vi agganciano sopra dei mantelli di stoffa a righe, a pelo lungo di inverno, e lisci d’estate, a fitti quadrettini colorati di tutte le gradazioni.” quaderno p. 12
Storia Le antiche civiltà italiche   Gli Italici I Celti I Celti erano un popolo che proveniva dall’Asia. Tra il VI e il V secolo a.C. si diffusero in molte zone dell’Europa (Spagna, Francia, Gran Bretagna e Germania) e raggiunsero anche l’Italia: si stanziarono a nord, in particolare nell’odierna Pianura Padana . I Celti vivevano in villaggi fortificati, circondati da mura in pietra. Coltivavano la terra e praticavano l’allevamento, ma erano anche fabbri abili nella lavorazione dei metalli. Commerciavano con Greci e Fenici, a cui vendevano i propri manufatti in cambio di vino e di altri prodotti. I Celti erano divisi in tribù, ognuna con il suo re: infatti i Celti non si unirono mai in un unico Stato e spesso le varie tribù erano in guerra fra loro. Si scontrarono spesso con i Romani, che li chiamavano Galli e li sottomisero definitivamente nel III secolo a.C. Sopra elmo in ferro. Sotto, disco decorativo in argento. I Celti erano politeisti e adoravano divinità legate alla natura; dedicavano culti speciali ad alcune piante, come la quercia e il vischio. I loro sacerdoti, chiamati druidi, erano anche giudici, insegnanti e consiglieri dei re. Druidi e druidesse erano le persone più importanti della società, insieme agli indovini, chiamati vati, e ai bardi, poeti che sapevano a memoria tutte le tradizioni e i miti del popolo e le raccontavano in versi. I Celti credevano nella vita dopo la morte. Questo, secondo gli scrittori antichi, spiegava il loro straordinario coraggio in guerra: i guerrieri celti non temevano la morte, perché credevano nella reincarnazione, cioè nel passaggio dell’anima a un altro essere vivente dopo la morte. Collana in argento proveniente da una necropoli nei pressi di Brescia. Scopro la storia Leggo la fonte Diodoro Siculo, uno scrittore romano, ha descritto così i Celti. Leggi la sua descrizione, poi rielabora le informazioni facendo un disegno sul quaderno. DIODORO SICULO “I Galli sono di taglia grande, la loro carne è molle e bianca; i capelli sono biondi. Alcuni si radono la barba, altri la lasciano crescere; i nobili conservano nude le guance ma portano dei baffi lunghi e pendenti al punto che coprono loro la bocca. Perciò quando mangiano, i baffi si riempiono di cibo, quando bevono, la bevanda passa come attraverso un filtro. Si vestono con abiti stravaganti, delle tuniche colorate dove si manifestano tutti i colori, e dei pantaloni che chiamano braghe. Vi agganciano sopra dei mantelli di stoffa a righe, a pelo lungo di inverno, e lisci d’estate, a fitti quadrettini colorati di tutte le gradazioni.”  quaderno p. 12