La guerra del Peloponneso

Storia Le civiltà greca e ELLENISTICA I Greci La guerra del Peloponneso Dopo le vittorie sui Persiani Atene e Sparta erano diventate le città più potenti della Grecia. Alla fine delle guerre, le pòleis dell’Asia Minore si rivolsero a Sparta e Atene per chiedere la loro protezione. Sparta rifiutò e lasciò ad Atene il compito di guidare una nuova alleanza di città contro i Persiani. Ciascuna delle due pòleis era così a capo di un’alleanza militare: Sparta controllava la lega delle città del Peloponneso, Atene le isole del mare Egeo e le città dell’Asia Minore. Gli Spartani però temevano che gli Ateniesi volessero espandere il loro potere su tutta l’Ellade e sottomettere anche le colonie della Magna Grecia. Così nel 431 a.C. tra le due città scoppiò la cosiddetta guerra del Peloponneso, che durò quasi trent’anni. La guerra coinvolse tutte le pòleis greche e anche le colonie in Italia: alcune si allearono con Atene, altre con Sparta. Alla fine la guerra fu vinta da Sparta, che impose condizioni di pace durissime: Atene dovette distruggere le mura della città, consegnare quasi tutta la sua flotta e aderire all’alleanza spartana. Il lungo conflitto però provocò molti morti e la devastazione dei territori coinvolti nella guerra. All’inizio del IV secolo a.C. iniziò per la Grecia un periodo di pace, ma tutte le città erano indebolite dal conflitto. L’età di Pericle Tra la fine delle guerre persiane e la guerra del Peloponneso Atene visse un periodo di splendore, chiamato “età di Pericle”, dal nome dell’uomo politico più importante del periodo. Pericle fece ricostruire l’Acropoli distrutta durante la seconda guerra persiana. La città divenne uno dei più importanti centri culturali e artistici del mondo antico. Venne inoltre abbellita di templi e monumenti come il Partenone (nell’immagine), il grande tempio sull’Acropoli dedicato ad Atena. Combattimento tra soldati greci. I guerrieri sono armati di lancia e protetti dagli scudi e dall’elmo. Un suonatore di flauto guida l’attacco.
Storia Le civiltà greca e ELLENISTICA   I Greci La guerra del Peloponneso Dopo le vittorie sui Persiani Atene e Sparta erano diventate le città più potenti della Grecia. Alla fine delle guerre, le pòleis dell’Asia Minore si rivolsero a Sparta e Atene per chiedere la loro protezione. Sparta rifiutò e lasciò ad Atene il compito di guidare una nuova alleanza di città contro i Persiani. Ciascuna delle due pòleis era così a capo di un’alleanza militare: Sparta controllava la lega delle città del Peloponneso, Atene le isole del mare Egeo e le città dell’Asia Minore. Gli Spartani però temevano che gli Ateniesi volessero espandere il loro potere su tutta l’Ellade e sottomettere anche le colonie della Magna Grecia. Così nel 431 a.C. tra le due città scoppiò la cosiddetta guerra del Peloponneso, che durò quasi trent’anni. La guerra coinvolse tutte le pòleis greche e anche le colonie in Italia: alcune si allearono con Atene, altre con Sparta. Alla fine la guerra fu vinta da Sparta, che impose condizioni di pace durissime: Atene dovette distruggere le mura della città, consegnare quasi tutta la sua flotta e aderire all’alleanza spartana. Il lungo conflitto però provocò molti morti e la devastazione dei territori coinvolti nella guerra. All’inizio del IV secolo a.C. iniziò per la Grecia un periodo di pace, ma tutte le città erano indebolite dal conflitto. L’età di Pericle Tra la fine delle guerre persiane e la guerra del Peloponneso Atene visse un periodo di splendore, chiamato “età di Pericle”, dal nome dell’uomo politico più importante del periodo. Pericle fece ricostruire l’Acropoli distrutta durante la seconda guerra persiana. La città divenne uno dei più importanti centri culturali e artistici del mondo antico. Venne inoltre abbellita di templi e monumenti come il Partenone (nell’immagine), il grande tempio sull’Acropoli dedicato ad Atena. Combattimento tra soldati greci. I guerrieri sono armati di lancia e protetti dagli scudi e dall’elmo. Un suonatore di flauto guida l’attacco.