La scrittura alfabetica - La religione

Storia Le civiltà del Mediterraneo I Fenici La scrittura alfabetica Per i loro commerci i Fenici avevano bisogno di una scrittura semplice da scrivere e da imparare rapidamente, senza bisogno di anni di studio come accadeva in Egitto o in Mesopotamia. Perciò usarono e diffusero una scrittura composta da soli 22 segni. Ogni segno, o lettera, corrispondeva a un suono della voce e per questo l’alfabeto fenicio è detto fonetico, dal greco “phonè” che significa “voce”. Combinando queste 22 lettere si potevano scrivere tutte le parole. Le lettere dell’alfabeto fenicio si scrivevano da sinistra a destra ed erano solo consonanti. La scrittura alfabetica si diffuse rapidamente proprio per la sua semplicità. In particolare i mercanti greci impararono ad usarla nei loro commerci con i Fenici. I Greci adattarono l’alfabeto fenicio alla propria lingua e vi introdussero le vocali. Gli antichi Romani, un popolo che studierai l’anno prossimo, modificarono a loro volta l’alfabeto greco: nacque così l’alfabeto che usiamo oggi nella nostra lingua, adoperato in molte parti del mondo. Secondo recenti scoperte, non sarebbero stati i Fenici a inventare l’alfabeto fonetico. Alfabeti simili erano diffusi già 3500 anni fa. Tuttavia furono certamente i Fenici a esportare questo tipo di scrittura. La religione Come quasi tutti i popoli dell’antichità, i Fenici erano politeisti. Ogni città adorava divinità diverse e aveva il suo dio protettore. Le divinità principali, adorate in tutta la Fenicia, erano tre: Baal, il più importante, signore dell’universo, dio della pioggia e della vegetazione, che veniva rappresentato nell’atto di scagliare un fulmine; Baalat, chiamata anche Astarte, era la dea protettrice della maternità e della fertilità; Adonis, giovane figlio di Baalat, era il dio delle quattro stagioni. Gli dei venivano adorati in luoghi sacri che si trovavano fuori dalle città, spesso in montagna, all’aperto. Questi santuari erano dei terreni recintati al centro dei quali sorgeva un semplice altare. Qui il sacerdote offriva cibo e bevande agli dei e compiva sacrifici di animali e talvolta anche di esseri umani. Secondo i Fenici in questi luoghi era presente il dio stesso. I Fenici credevano nell’aldilà e pensavano che la morte fosse l’inizio di una nuova vita. Per questa ragione seppellivano i morti con cura. Scopro la storia Leggo la fonte Rileggi il testo e osserva l’immagine, poi scrivi una didascalia appropriata. Come si chiama questo dio? Quali caratteristiche aveva? La dea Baalat. Quaderno p. 193
Storia Le civiltà del Mediterraneo   I Fenici La scrittura alfabetica Per i loro commerci i Fenici avevano bisogno di una scrittura semplice da scrivere e da imparare rapidamente, senza bisogno di anni di studio come accadeva in Egitto o in Mesopotamia. Perciò usarono e diffusero una scrittura composta da soli 22 segni. Ogni segno, o lettera, corrispondeva a un suono della voce e per questo l’alfabeto fenicio è detto fonetico, dal greco “phonè” che significa “voce”. Combinando queste 22 lettere si potevano scrivere tutte le parole. Le lettere dell’alfabeto fenicio si scrivevano da sinistra a destra ed erano solo consonanti. La scrittura alfabetica si diffuse rapidamente proprio per la sua semplicità. In particolare i mercanti greci impararono ad usarla nei loro commerci con i Fenici. I Greci adattarono l’alfabeto fenicio alla propria lingua e vi introdussero le vocali. Gli antichi Romani, un popolo che studierai l’anno prossimo, modificarono a loro volta l’alfabeto greco: nacque così l’alfabeto che usiamo oggi nella nostra lingua, adoperato in molte parti del mondo. Secondo recenti scoperte, non sarebbero stati i Fenici a inventare l’alfabeto fonetico. Alfabeti simili erano diffusi già 3500 anni fa. Tuttavia furono certamente i Fenici a esportare questo tipo di scrittura. La religione Come quasi tutti i popoli dell’antichità, i Fenici erano politeisti. Ogni città adorava divinità diverse e aveva il suo dio protettore. Le divinità principali, adorate in tutta la Fenicia, erano tre: Baal, il più importante, signore dell’universo, dio della pioggia e della vegetazione, che veniva rappresentato nell’atto di scagliare un fulmine; Baalat, chiamata anche Astarte, era la dea protettrice della maternità e della fertilità; Adonis, giovane figlio di Baalat, era il dio delle quattro stagioni. Gli dei venivano adorati in luoghi sacri che si trovavano fuori dalle città, spesso in montagna, all’aperto. Questi santuari erano dei terreni recintati al centro dei quali sorgeva un semplice altare. Qui il sacerdote offriva cibo e bevande agli dei e compiva sacrifici di animali e talvolta anche di esseri umani. Secondo i Fenici in questi luoghi era presente il dio stesso. I Fenici credevano nell’aldilà e pensavano che la morte fosse l’inizio di una nuova vita. Per questa ragione seppellivano i morti con cura. Scopro la storia Leggo la fonte Rileggi il testo e osserva l’immagine, poi scrivi una didascalia appropriata.  Come si chiama questo dio? Quali caratteristiche aveva?         La dea Baalat.  Quaderno p. 193