La società babilonese

Storia Le civiltà dei grandi fiumi I Babilonesi La società babilonese A capo dell’impero babilonese c’era un re che aveva tutti i poteri. Svolgeva anche la funzione di sommo sacerdote. Gli uomini liberi, cioè i sacerdoti, gli scribi, i grandi proprietari terrieri, i funzionari dell’esercito e i commercianti, godevano di molti privilegi. Tutti questi erano discendenti di coloro che avevano combattuto per conquistare le terre dei Sumeri. Alle loro dipendenze c’erano gli artigiani e i contadini. Infine vi erano gli schiavi, i guerrieri vinti, che avevano perso la libertà e non avevano diritti. Attività, cultura e religione I Babilonesi impararono molto dai Sumeri e seppero valorizzare ciò che essi avevano fatto. Rinforzarono e allargarono le opere di canalizzazione e così riuscirono a portare le attività agricole e la pastorizia in territori sempre più lontani dai fiumi. Furono abili artigiani, esperti soprattutto nella lavorazione dell’oro, nella produzione di manufatti in ceramica e nella costruzione di attrezzi da lavoro. I Babilonesi svilupparono i commerci fra le varie città della Mesopotamia con l’incremento delle vie fluviali. Attraverso i fiumi raggiungevano il mare aperto e navigavano per scambiare le merci con altri popoli. Giunsero a commerciare anche con la lontana India. Per primi utilizzarono una specie di moneta: effettuavano cioè gli scambi delle merci, oltre che con il baratto, anche con oro e argento. Registravano i movimenti delle merci su tavolette di argilla usando la scrittura cuneiforme ereditata dai Sumeri. Come i Sumeri anche i Babilonesi furono grandi studiosi di astronomia. Avevano una religione politeistica. La divinità più importante era Marduk, creatore dell’universo e dell’umanità. Adoravano anche Ishtar, dea dell’amore e della fertilità. Anche i Babilonesi costruivano imponenti ziqqurat. Capisco e studio Uso le domande guida Con l’aiuto delle domande spiega a voce com’era organizzata la società babilonese. Puoi sottolineare nel testo le risposte alle domande. Chi c’era a capo della società e quali funzioni svolgeva? Chi erano gli uomini liberi? Chi c’era alle loro dipendenze? Chi erano gli schiavi e quali diritti avevano? Reperto in bronzo raffigurante una testa di drago cornuto, simbolo del dio Marduk. Lastra in bronzo con un corteo che porta tributi al re. Quaderno p. 174

Storia

Le civiltà dei grandi fiumi   I Babilonesi

La società babilonese

A capo dell’impero babilonese c’era un re che aveva tutti i poteri. Svolgeva anche la funzione di sommo sacerdote.

Gli uomini liberi, cioè i sacerdoti, gli scribi, i grandi proprietari terrieri, i funzionari dell’esercito e i commercianti, godevano di molti privilegi. Tutti questi erano discendenti di coloro che avevano combattuto per conquistare le terre dei Sumeri. Alle loro dipendenze c’erano gli artigiani e i contadini. Infine vi erano gli schiavi, i guerrieri vinti, che avevano perso la libertà e non avevano diritti.

Attività, cultura e religione

I Babilonesi impararono molto dai Sumeri e seppero valorizzare ciò che essi avevano fatto. Rinforzarono e allargarono le opere di canalizzazione e così riuscirono a portare le attività agricole e la pastorizia in territori sempre più lontani dai fiumi. Furono abili artigiani, esperti soprattutto nella lavorazione dell’oro, nella produzione di manufatti in ceramica e nella costruzione di attrezzi da lavoro.

I Babilonesi svilupparono i commerci fra le varie città della Mesopotamia con l’incremento delle vie fluviali. Attraverso i fiumi raggiungevano il mare aperto e navigavano per scambiare le merci con altri popoli. Giunsero a commerciare anche con la lontana India.

Per primi utilizzarono una specie di moneta: effettuavano cioè gli scambi delle merci, oltre che con il baratto, anche con oro e argento. Registravano i movimenti delle merci su tavolette di argilla usando la scrittura cuneiforme ereditata dai Sumeri.

Come i Sumeri anche i Babilonesi furono grandi studiosi di astronomia. Avevano una religione politeistica. La divinità più importante era Marduk, creatore dell’universo e dell’umanità. Adoravano anche Ishtar, dea dell’amore e della fertilità. Anche i Babilonesi costruivano imponenti ziqqurat.

 Quaderno p. 174